Lotta al bullismo: largo ai media
La Regione Valle d'Aosta ha commissionato ad una importante agenzia pubblicitaria una campagna sociale che insegni ai genitori come educare i figli. La prefettura di Belluno ha creato un portale per denunciare i soprusi. E intanto c'è chi da sempre lavora con ragazzi e famiglie, anche con la musica.
Vale la pena di vedere gli spot e gli annunci stampa e web che Saatchi and Saatchi ha realizzato per la Regione Valle d'Aosta, ma soprattutto varrebbe la pena di misurarne l'efficacia. Partendo forse dal dato che con questi strumenti la pubblicità è in grado di cambiare e pilotare costumi e abitudini di milioni di persone (ma è tutto da discutere), si continua a riporre fiducia nel fatto che attraverso la proposizione di modelli positivi, o stigmatizzazioni mediatiche in qualche sporadico spot le persone siano colte da una repentina illuminazione che li guiderà sul terreno spinoso dell'autocritica e dell'approfondimento, fino all'attuazione di fondamentali cambiamenti. Oltretutto muovendosi controcorrente rispetto a moltissimi altri modelli che quotidianamente invadono i media e a questo proposito diamo un'occhiata anche al videogioco da poco importato dagli Usa che in Italia si chiama Canis canem edit.
Di segno diverso, ma interessante da seguire per vederne l'efficacia, l'iniziativa della Prefettura di Belluno. Chiunque può segnalare, anche anonimamente, episodi di bullismo. Non sappiamo che uso farà l'Ufficio Minori della Prefettura di queste informazioni, come le valuterà (si sa che la rete è il luogo principe per simulazioni e distorsioni della realtà) e quale protocollo d'azione è stato elaborato. Ma il solo fatto di esistere potrebbe produrre qualche risultato e, per quanto difficile e azzardata, qualche lettura si potrà fare da come e quanto il form verrà usato.
Tuttavia, confesso, che le iniziative che mi sembrano più efficaci sono quelle portate avanti direttamente a contatto con i ragazzi e le ragazze. Come ad esempio quella della Cooperativa Itaca che nell'udinese offre percorsi di musicoterapia per arginare situazioni di bullismo, violenza ed esclusione sociale nella scuola media. Mi piacerebbe che la comunicazione sociale fosse pensata dall'interno di percorsi come questo, piuttosto che calarsi dall'alto pretendendo di insegnare uno stile di vita senza "riconoscere" i ragazzi e senza offrire loro alcuno strumento per comprendere la propria realtà.